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Può farti male. Tanto. A volte da morire.
Spesso usata per offendere. Spesso per schernire.
Con vigliaccheria per sottrarsi al proprio dovere…
“Non posso”, “Non ho”, “Non sono”.
Con spavalderia usata per imporsi sul più debole.
Le parole possono diventare violenti sassi quando si vuole giudicare o insultare… ma hanno il valore e il peso che tu gli dai.
E, quindi, sai per me qual è la parola più importante di tutte?
Educare.
Educare non solo ad usare bene le parole, ma educare ad essere persone migliori.
Perché chiunque può dire parole buone.
Per questo motivo sto creando, stiamo creando, un gruppo di persone che credono che l’educazione sia una delle migliori cure del mondo. Una educazione non superficiale, ma concreta e per tutti.
Una educazione che valga soprattutto per gli adulti, perché migliori adulti oggi, migliori figli un domani.
Come?
Raccontando storie! Vere o totalmente assurde non ha importanza.
Ha importanza generare una forte e imponente consapevolezza.
Una consapevolezza educativa.
Per renderci conto di quali parole usiamo, per renderci conto di cosa facciamo.
Per renderci conto di chi siamo.